{"id":64,"date":"2017-03-27T23:00:46","date_gmt":"2017-03-27T21:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/?p=64"},"modified":"2017-03-28T10:16:16","modified_gmt":"2017-03-28T08:16:16","slug":"il-lavoro-fantasma-lo-sfruttamento-al-tempo-della-gig-economy","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/2017\/03\/27\/il-lavoro-fantasma-lo-sfruttamento-al-tempo-della-gig-economy\/","title":{"rendered":"Il lavoro fantasma &#8211;  lo sfruttamento al tempo della gig economy"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;entusiasmo, l&#8217;ammirazione e l&#8217;attenzione crescente verso le &#8220;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Machine_learning\">macchine che autoapprendono<\/a>&#8221; e l&#8217;automazione del lavoro in generale ci sta rapidamente portando verso scenari in cui il lavoro umano sembra destinato a scomparire, e a perdere il suo valore, quasi invisibile di fronte agli algoritmi automatici, all&#8217;acquisto di merci e servizi online e alle numerose attivit\u00e0 in cui ci interfacciamo ormai con delle macchine. Ad alimentare questa tendenza sono i poderosi sviluppi dell\u2019intelligenza artificiale, le formidabili previsioni sull\u2019<a href=\"http:\/\/storie.valigiablu.it\/robot-e-lavoro\/\">automazione del lavoro<\/a> e il linguaggio con cui abitualmente ci riferiamo alle infrastrutture e tecnologie digitali (&#8220;l\u2019internet&#8221; o &#8220;l\u2019algoritmo&#8221;), quasi fossero forze autonome e spontanee.<\/p>\n<p>Ma stiamo davvero assistendo alla scomparsa del lavoro?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Anche se trascurassimo la montagna di lavoro che \u00e8 incorporata nei dispositivi digitali molto meno &#8220;leggeri&#8221; e &#8220;immateriali&#8221; di quanto siamo soliti immaginare, basti pensare all\u2019estrazione e al reperimento delle risorse, alle industrie che assemblano i dispositivi fissi e mobili come la <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TZhimLYFStk\">FoxConn<\/a>, ai <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/visioni\/tecnologia\/2014\/08\/29\/news\/ecco-l-internet-dei-cavi-sottomarini-tra-geopolitica-e-velocita-della-rete-1.178225\">cavi sottomarini<\/a>, alle <a href=\"http:\/\/science.time.com\/2013\/08\/14\/power-drain-the-digital-cloud-is-using-more-energy-than-you-think\/\">server farm<\/a>, resterebbe comunque da analizzare tutto il lavoro cognitivo e intellettuale relativo alle tecnologie dell\u2019informazione.<\/p>\n<p>Infatti proprio l&#8217;impalpabile algoritmo ha bisogno di lavoro umano, che non \u00e8 solo il lavoro altamente specializzato dei pochi e super retribuiti ingegneri informatici. Possiamo citare almeno due esempi:<\/p>\n<p>1- Google si \u00e8 affidata ai cosiddetti &#8220;lavoratori dei dati&#8221; (anche definiti &#8220;quality raters&#8221;) per allenare gli algoritmi. Sono contrattisti che lavorano da casa per classificare le pagine, valutandone la qualit\u00e0 del contenuto informativo. L\u2019algoritmo cos\u00ec &#8220;impara&#8221; incorporando queste valutazioni. Esiste un vero e proprio <a href=\"http:\/\/www.prismomag.com\/ranking-lotta-di-classe\/\">esercito di lavoratori digitali che guidano la macchina nell\u2019apprendimento<\/a>: trascrivendo clip audio, moderando i commenti, accompagnando gli algoritmi nel riconoscimento di indicatori che stanno fuori dall\u2019automazione, affinandone l&#8217;accuratezza.<\/p>\n<p>2- Amazon Mechanical Turk coinvolge circa mezzo milione di lavoratori. Esso consiste in una piattaforma dove le aziende pubblicano annunci per micro-lavori definiti &#8220;human intelligence tasks&#8221;, che consistono nel trascrivere codici, classificare contenuti, registrare degli audiomessaggi, nominare gli oggetti presenti in un\u2019immagine per facilitarne la ricerca, riconoscere l\u2019ironia nei contenuti digitali, identificare i doppioni nei cataloghi, tradurre frasi da una lingua all\u2019altra, classificare l\u2019accuratezza dei risultati di un motore di ricerca. Tutte operazioni che l\u2019algoritmo non \u00e8 in grado (per ora) di realizzare.<\/p>\n<p>Le condizioni di questi lavoratori non rispondono a nessun tipo di contratto, non c\u2019\u00e8 un compenso minimo orario, l\u2019azienda non versa tasse per garantirsi questa prestazione, il lavoro \u00e8 spesso monotono e ripetitivo, oltre che molto poco redditizio (secondo The Nation il guadagno medio \u00e8 intorno ai 2$ l\u2019ora). Nonostante ci\u00f2, questo lavoro \u00e8 estremamente competitivo: i Turks, infatti, sono identificati con la loro performance, ovvero la loro velocit\u00e0, il numero di task che hanno svolto e la valutazione di chi fruisce della loro prestazione; infine i lavoratori devono riportare il guadagno come reddito da lavoro autonomo, anche se si tratta, di fatto, di lavoro subordinato; sono queste le caratteristiche del &#8220;crowd work&#8221; (non esiste solo la <a href=\"https:\/\/www.thenation.com\/article\/how-crowdworkers-became-ghosts-digital-machine\/\">piattaforma creata da Amazon<\/a>, ma anche CrowdFlower, Clickworker, CloudCrowd), un\u2019economia cio\u00e8 che si avvale di <a href=\"https:\/\/www.che-fare.com\/crowd-work-sharing-economy\/\">una forza lavoro diffusa e frammentata<\/a>, sfruttando l&#8217;elusione fiscale per aumentare i profitti.<\/p>\n<p>Questi elementi emergono anche in molti altri settori che la &#8220;gig economy&#8221; copre. Letteralmente essa \u00e8 l\u2019economia dei lavoretti, ovvero piattaforme digitali che permettono di far incontrare domanda e offerta in modo veloce e agile (senza contratti, senza oneri per le aziende&#8230;) e che richiedono un lavoro cottimizzato, &#8220;on demand&#8221; e non una prestazione convenzionale. Questo tipo di economia sfugge alle categorie tradizionali, rendendo sbiadita la distinzione tra tempo lavorativo e tempo libero, poich\u00e9 permette di mettere a reddito praticamente di tutto: la nostra auto con Uber, la nostra casa con Air BnB, il nostro tempo con Taskhunters o Taskrabbit, la nostra bicicletta con Foodora. Questo consente a moltissime persone di procurarsi un\u2019integrazione economica per rispondere alla precarizzazone e recrudescenza del mondo del lavoro tradizionale.<\/p>\n<p>Qui \u00e8 necessario chiarire che questo tipo di economia, spesso descritta come sharing economy, <a href=\"http:\/\/www.glistatigenerali.com\/innovazione\/de-sharing-economy-e-dintorni\/\">non risponde assolutamente alla definizione di &#8220;economia della condivisione&#8221;<\/a>, poich\u00e9 si tratta semplicemente di comunissimo lavoro salariato, dove il profitto \u00e8 accentrato da chi possiede la piattaforma, con la differenza che mentre il prezzo \u00e8 deciso dal datore di lavoro o dal sistema, il rischio, spesso, ricade sui proprietari dell\u2019auto nel caso di Uber o sui proprietari della bicicletta e dell\u2019attrezzatura nel caso di Foodora.<\/p>\n<p>Con la retorica della sharing economy, si diffonde l\u2019idea per cui non esisterebbero pi\u00f9 datori di lavoro e lavoratori, ma saremmo tutti produttori-consumatori (prosumers), in un mondo in cui nessuno apparentemente lavora. In realt\u00e0 siamo di fronte a scenari in cui chi realizza una prestazione non ottiene il riconoscimento dei diritti di un rapporto di lavoro e se ne assume completamente e interamente i rischi economici e legali. I nuovi modelli di business concepiti dai giganti della Silicon Valley, che tanta dirompente innovazione stanno portando ai modelli di consumo, sul piano del lavoro ripropongono insomma dei vecchissimi modelli di sfruttamento, parcellizzazione e sottrazione di dignit\u00e0 e diritti. Pi\u00f9 che verso un mondo senza lavoro, per ora ci sembra che stiamo andando verso un mondo in cui il lavoro ci sar\u00e0 ancora, ma sar\u00e0 peggiore e garantir\u00e0 a malapena la sopravvivenza, mentre pochi grandi attori del mercato digitale accentrano gran parte dei profitti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;entusiasmo, l&#8217;ammirazione e l&#8217;attenzione crescente verso le &#8220;macchine che autoapprendono&#8221; e l&#8217;automazione del lavoro in generale ci sta rapidamente portando verso scenari in cui il lavoro umano sembra destinato a scomparire, e a perdere il suo valore, quasi invisibile di fronte agli algoritmi automatici, all&#8217;acquisto di merci e servizi online e alle numerose attivit\u00e0 in &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/2017\/03\/27\/il-lavoro-fantasma-lo-sfruttamento-al-tempo-della-gig-economy\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il lavoro fantasma &#8211;  lo sfruttamento al tempo della gig economy&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[19],"tags":[22,23,20,24,21],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isf-italia.org\/digitale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}